Elenchiamo alcuni itinerari che richiedono capacità, allenamento ed abbigliamento adatti ai rispettivi dati parametrici

Per facilitare l’orientamento e la localizzazione consigliamo di utilizzare l’applicazione “Tabacco Map”, scaricabile gratuitamente dal Play Store. Consigliamo, quindi, di acquistare la relativa porzione di cartina che, con veramente poca spesa, ci consente, tramite la localizzazione GPS dello smartphone, di sapere sempre la nostra posizione. Per ogni itinerario proposto trovate il file gpx relativo.

Consigliamo anche l’installazione dell’applicazione “GeoResQ” che, dietro pagamento di un abbonamento annuale (gratuita per gli iscritti al Club Alpino Italiano) e previa registrazione, permette una veloce geo localizzazione da parte dei soccorsi, in caso di problematiche che li richiedano. E’ come un piccolo angelo custode.

Le foto delle gallerie hanno il solo scopo di facilitare l’orientamento. Potete trovare foto con miglior visualizzazione nel sito Wikiloc dove troverete anche molti altri percorsi di diversa natura. Sotto i collegamenti ai siti summenzionati.

L’anello di Pianezze

Questo itinerario parte ed arriva a Follina (il tracciato gpx è stato registrato dal ponte di Via Volpera).

Lo sviluppo è di 12 km, il dislivello di 920 mt e richiede circa 6 ore comprese le normali soste. Sotto il link al file GPX
GPX

Il percorso compie un ampio anello toccando Pianezze di Follina e la splendida Pianezze di Miane. Si sale seguendo il 1029, quindi, dopo la croce di Valmareno, si sale per traccia che poi perde quota, fino ad incontrare il 1070. Si sale brevemente, quindi si prende a sx per il 1076. Si sale lungamente, si attraversa la sterrata a circa 770mt, si prosegue salendo a Casera Rosso. Pausa ristoratrice, godendo del bellissimo luogo e panorama, quindi si va ad ovest, scendendo ancora sulla sterrata. Quindi a dx verso Pianezze di Miane. Luogo stupendo, che merita un’altra breve sosta. Si prosegue sull’ampia traccia, scendendo a sx appena dopo la svolta a dx (vedi tracce gps e bollini). Si scende quindi per il bel tratto del 988 fino ad un bivio, dove si prende la traccia a sx che si segue fino a C. Val d’Agre. Da qui, a sx scendendo per carrareccia di recente costruzione fino a Casere Costolada. Qui si inizia a risalire, per ampia carrareccia, con rampa cementata, per portarsi sul versante sud. Ci si tiene sempre sulla dx, sulla carrareccia che, nell’ultimo tratto, non è frequentata da traffico veicolare. Finita la strada, si individua la traccia di discesa ( a sx si può salire verso Pianezze, dove siamo appena stati). Si scende fino ad incontrare una nuova carrareccia. Si devia a dx per prendere il sentiero che, lambendo la croce di Follina, ci porta sulla Fiadora, quindi a sx per chiudere l’anello. Escursione molto remunerativa, di medio impegno fisico, con un discreto sviluppo.

Alleghiamo alcune foto per facilitare ulteriormente l’orientamento.

L’anello di Roncavazzai

Questo itinerario parte dalla località “Marcita”. Attraverso una lunga camminata possiamo visitare il posto dove la leggenda narra sia stata ritrovata la Madonna di Follina. Quindi attraverseremo gli abitati di Zuel di Qua, Farrò e Borgo Col, per chiudere poi l’anello.

Lo sviluppo è di 11,5 km, il dislivello di 290 mt e richiede circa 5 ore comprese le normali soste. Sotto il link al file GPX

GPX

Si inizia salendo verso la località di Roncavazzai (“castello” privato). Si prende la cresta verso est in corrispondenza dell’ultimo tornante (nei pressi dello specchio). Nessun segnavia ne bollino alcuno (per il momento, in futuro è prevista la posa di segnaletica), bisogna seguire la traccia (meglio usare quella GPS). Si sale velocemente in cresta, che si percorre integralmente, fino alla chiesa di S. Lucia, dove si va a dx per strada asfaltata per circa 500mt. Qui, nei pressi di un capitello, si prende il sentiero segnato (migliorabile con bollini) 1030 che ci riporta a ovest, verso la provinciale, passando per gli abitati di Farrò e Col.
Il sentiero 1030 (Da Zuel di Quà a Tre Ponti) è interrotto in corrispondenza della prima casa che si incontra dopo lo scollinamento nel versante di Farrò (q. 325mt ca). E’ stata tracciata (al momento da rifinire, ma percorribile e segnata con fettucce biancorosse) una deviazione a nord della cresta, che si prende in corrispondenza dello scollinamento stesso (passo Perentana). Resta l’alternativa, dal passo, di deviare a sx (traccia evidente) e scendere sulla strada asfaltata (Farrò-Rolle) poco sotto. La traccia gpx è aggiornata sulla deviazione a nord.
Successivamente si attraversa l’abitato di Farrò e si devia a dx, verso la chiesa del borgo. Quindi si scende per una strada asfaltata ma chiusa al transito veicolare, fino a portarsi quasi nel fondovalle. Qui si prende a dx una sterrata che ci porta lungo la Vallalte fino a deviare decisamente a sx e arrampicarsi all’abitato di Col. Da qui si scende verso la provinciale e si ritorna al punto di partenza sfruttando la pista ciclabile affiancata alla strada principale.
Bella escursione, di quasi 12 km, che richiede un tempo di percorrenza std di circa 4 ore.
NB: prima di iniziare la cresta (Roncavazzai), in corrispondenza dello specchio stradale, si potrebbe fare una piccola deviazione per visitare il luogo dove, secondo la leggenda, è stata ritrovata la Madonna di Follina (vecchia lapide in loco). Ricordiamo, comunque, che si tratta di proprietà privata.

L’anello delle Fratte

Il percorso si snoda all’andata sul versante nord della dorsale che dalla località Tre Ponti si sviluppa fino a sud di Miane e, al ritorno, passando per la bella Schena del Drago (cresta della medesima dorsale) di nuovo nello stesso versante per rientarre a Follina all’altezza della chiesetta di S. Clemente.
Lo sviluppo è di 6km per un dislivello di 190mt e una durata di circa 2h30 comprese normali soste.

GPX

Dal parcheggio di fronte al campo sportivo, ci si porta in via Cal de la Fornace

Via Cal de la Fornace

 

Si attraversa un ponticello e si prende una strada cementata che si segue tenendosi sempre sulla dx

Al bivio a DX

La suddetta strada ci porta, attraversando ampi campi coltivati e lambendo un vigneto di recente piantumazione, sopra le prime case e fabbriche di Miane. Quindi si scende

Si scende verso la provinciale

e ci si dirige verso la provinciale. Raggiuntala si svolta a sx, in via Prè Jacobino, che si percorre fino al culmine del dosso. Qui, a sx, si prende la strada asfaltata ancora a sx (c’è una biforcazione)

Salire per il ramo sx della biforcazione

Si sale per strada poi cementata fin sotto la cresta. Si prende la prima deviazione sulla dx

A dx si sale per ampia sterrata

e ci si porta proprio sulla cresta, che si percorre, in direzione di Follina, per alcune centinaia di mt. In corrispondenza di un curioso sasso a forma di divano, si devia a sx

Scendere per sterrata a sx

e si scende qualche decina di metri, per poi andare a dx e seguire la traccia fino a una biforcazione. Qui si scende a sx

Scendere a sx

per buona traccia. Si punta quindi a una costruzione datata (vedi cerchio nella foto)

Puntare alla costruzione cerchiata

e si continua a scendere per riportarsi nell’abitato di Follina passando per la chiesetta di S. Clemente

La chiesetta di S. Clemente

da qui, indifferentemente a sx o a dx (suggerimo la seconda, per ammirare un po il borgo) ci si riporta al punto di partenza.